Tentiamo in questo articolo di capire insieme perché la solidarietà per i ragazzi del Virgilio non può essere uno sprint, ma una maratona.
Non è piacevole pensarci, tantomeno pensarci a lungo, lo comprendiamo.
Ma forse non è nemmeno questo il problema.
Più probabilmente – e più semplicemente – non tutti noi ne abbiamo consapevolezza…
Ci riferiamo al fatto che — a differenza di ciò che accade in seguito a un brutto incidente con qualche arto rotto (seppur magari in malo modo) o nel caso di una patologia per la quale sia necessario un intervento chirurgico potenzialmente rischioso, che magari pochi chirurghi al mondo sono in grado di fare e bisogna quindi trasferire il malato all’estero con spese accessorie imponenti che richiedono un aiuto esterno (come un crowdfunding, appunto, affinché diventino sostenibili), ma che sarà “risolutivo” per chi vi si sottoporrà — l’ustione grave è una patologia cronica per evoluzione.
Cosa significa? In sostanza, è una condizione che non finisce con la guarigione delle ferite aperte, ma continua a cambiare e a richiedere interventi proprio perché il corpo evolve. La pelle deve essere ricostruita, curata e “accompagnata” per anni (non sta a noi entrare nel merito scientifico, ovviamente, ci limitiamo a dire che si tratta delle cosiddette chirurgie plastiche funzionali e dei cicli di fisioterapia specifica di cui qualcuno avrà sicuramente già sentito parlare).
Crediamo per questo sia giusto, a questo punto, condividere con voi una riflessione e speriamo che possiate farla vostra.
C’è un momento, in ogni grande tragedia collettiva, in cui i riflettori si spengono. Succede quando l’emozione iniziale, quella “botta” che a gennaio ha stretto il cuore di tutta la città per l’incidente di Crans Montana, fisiologicamente si placa. È la biologia del trauma: non si può vivere in stato di shock per mesi.
Tuttavia, esiste un rischio: pensare che il “peggio sia passato” o che quanto raccolto finora sia “abbastanza”.
Per i quattro studenti del Liceo Virgilio, la realtà è diversa. La loro non è un’emergenza che si risolve con un’operazione, ma un percorso di rinascita che si misurerà in anni.
La specificità della sfida: non è un “intervento”, è una vita da ricostruire
Essere un “grande ustionato” significa affrontare decine di interventi nel corso del tempo. Significa che la pelle, nella sua crescita, avrà bisogno di cure costanti per non limitare i movimenti. Significa cure specifiche, significa poter contare sul supporto psicologico ogni qual volta ne si senta la necessità, per affrontare un’immagine di sé che cambia, e significa pure una logistica familiare che definire “eroica” – ve lo possiamo garantire – è riduttivo.
Le famiglie oggi sono al capezzale dei figli, sospese tra colloqui medici e una gestione lavorativa e legale che nessuno potrebbe affrontare da solo. Una volta usciti dall’ospedale, non sarà “tutto gratis”. La qualità della loro vita futura, la possibilità di tornare a una forma di normalità che abbia ancora i colori della gioia, dipende in buona parte anche dal “tesoretto” economico che la comunità riuscirà a garantire loro oggi per le necessità di domani.
Quattro ragazzi, quattro percorsi diversi, un unico obiettivo: non lasciarli soli quando il silenzio sarà diventato l’abitudine.
Il “potere del Virgilio”: una matematica della solidarietà
Non servono gesti grandiosi da parte di pochi, serve la costanza dei molti. La comunità del Liceo Virgilio è composta da migliaia di famiglie. Se applichiamo una logica di “famiglia allargata”, i numeri parlano chiaro:
- Sold out sempre garantito: se anche un solo membro per ogni famiglia (uno zio, un nonno, un genitore) decidesse di partecipare a turno ai nostri eventi (concerti, spettacoli teatrali, cabaret), non avremmo mai abbastanza posti a sedere per tutti!
Se tutti insieme – soci dell’Associazione, le altre famiglie, i tanti docenti, il personale del Liceo nel suo insieme – ne parlassimo e segnalassimo gli spettacoli ai nostri conoscenti, ogni nostra iniziativa sarebbe un successo strepitoso. - La staffetta su GoFundMe: se ogni nucleo familiare decidesse di donare anche una piccola cifra simbolica una volta al mese, alternando i donatori (questo mese il cugino che lavora, il prossimo la zia, il successivo il nonno al quale il nipote ha raccontato la disavventura di questi suoi coetanei…), la raccolta recupererebbe lo slancio di gennaio senza pesare sul portafoglio del singolo.
La nostra proposta: qualità e scopo
I “Virgiliani” non chiedono l’elemosina. Questo crediamo sia chiaro a tutti.
Abbiamo aperto subito la pagina online della raccolta fondi perché i sostenitori della nostra causa e chiunque stesse cercando un modo di dimostrare la sua vicinanza a questi nostri studenti feriti potesse darci una mano anche da lontano o senza doversi muovere da casa o dal lavoro.
Ma in città organizziamo spettacoli belli, divertenti e di alta qualità a prezzi volutamente fuori mercato, per renderli accessibili a tutti, che abbiano o meno qualche rapporto con la nostra scuola
Vi chiediamo però, a questo punto, un passo di consapevolezza: a questi spettacoli non vi preghiamo di partecipare perché “bisogna”; venite, piuttosto, perché è un modo splendido di stare accanto a questi ragazzi.
Decidiamo, insieme – ora, adesso – che Francesca, Sofia, Leonardo e Kean non usciranno dai nostri pensieri. Decidiamo che la loro fatica, la battaglia che stanno combattendo, meritano la nostra costanza.
Aiutateci a trasformare la solidarietà in un’abitudine.
Ogni poltrona vuota è un’occasione persa per stare loro vicini
Vi aspettiamo quindi a teatro: tenete d’occhio la pagina EVENTI DI BENEFICENZA – Associazione Genitori Liceo Virgilio Milano, perché vi troverete appuntamenti di piacevolissimo svago almeno fino a fine giugno. Oggi, per esempio, sono già comparsi i dettagli di un bel paio di gustose novità…
Ma per prima cosa, visto che mancano pochissimi giorni, vi preghiamo di aiutarci a riempire dell’entusiasmo di cui siamo capaci anche noi adulti – e non solo i ragazzi che negli ultimi giorni, in occasione di appuntamenti sportivi, hanno reso visibile la loro vicinanza a Kean, Leo, Franci e Sofi con video e foto che sono stati messaggi importanti per il morale dei nostri quattro guerrieri – l’auditorium Stefano Cerri sabato prossimo, 21 marzo.
Ci sono ancora troppe poltrone libere ed è un gran peccato.
Peccato, innanzitutto, perché i musicisti che si esibiranno sono molto bravi e il repertorio proposto molto godibile. E peccato soprattutto perché, quando le istituzioni della città ci concedono una location con molte poltrone disponibili gratuitamente, la raccolta fondi ne beneficerebbe molto.
E poi ad aprile… ci sarà da ridere! E pure a maggio; e a giugno, tanto! E ancora musica.
Restiamo uniti: fare del bene ci farà continuare a sorridere.
